lunedì 27 maggio 2013

Fai bei sogni (Massimo Gramellini)

Questa recensione è stata scritta da Agostina, una nostra compagna Corva. :) 
Grazie mille per avercela "donata".


Titolo: Fai bei sogni
Autore: Massimo Gramellini
Prezzo: € 14,90, Rilegato
€ 9,90 E-book
Pagine: 209
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza




Se dal basso della mia esperienza di lettrice onnivora dovessi indicare il libro che ha segnato il 2012 italiano, quello sarebbe sicuramente “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini.
Lo conoscevo e stimavo già come editorialista, leggendo già da tempo i suoi corsivi (quasi) giornalieri , i “Buongiorno”, su La Stampa, ma non avrei mai immaginato quale esperienza di vita si celasse dietro l’uomo Gramellini.
Ho scoperto questo libro grazie a una SPLENDIDA INTERVISTA
 a Che Tempo Che Fa il 4/03/12 e neanche il tempo che questa fosse finita e avevo già deciso che l’avrei letto. Non me ne pentii.

“Fai Bei Sogni” è la storia di un bambino la cui madre l’ha lasciato troppo presto e che riesce a diventare un adulto maturo, responsabile ed equilibrato nonostante la carenza di una figura femminile nell’infanzia (e l’eccesso di figure femminili nella gioventù).
Questa, però, è anche la storia di come un uomo rimasto orfano da piccolo viene a scoprire la verità sulla morte della madre a più di quarant’anni e di come il nostro inconscio riesca a tenerci all’oscuro di ciò che sappiamo, ma che non riusciamo a dirci.

Tra tate anaffettive, padri ultrà granata, una tragica e commovente storia di guerra, sedute di training autogeno, ricerca della spiritualità unita a cinismo, massime di frati stoici, cadute e capacità di risollevarsi Gramellini ci porta all’interno della sua vita senza patetismi in un reale romanzo di formazione tutto interiore.
Un vero e proprio vortice di emozioni che ti lascia senza fiato scritto da un uomo che “ha un cervello a forma di cuore”, parola di una sua lettrice.

Lasciatemi concludere con un ultimo motivo per cui essere grati all’autore di questo libro: se nel 2012 nel resto del mondo il caso editoriale è stata la trilogia delle “Cinquanta sfumature di” , in Italia a fare record di vendite con oltre un milione di copie vendute -solo nel nostro paese- è stato proprio “Fai Bei Sogni”:  gran bel gap culturale!


VOTO:

martedì 21 maggio 2013

Nuovi titoli libri Newton Compton Editore, collana LIVE a 0,99 centesimi!

Ciao a tutti! 
E' veramente tanto, troppo tempo che non ci sentiamo e quindi scusate la latitanza, ma noi tre postiamo molte cose su facebook, perché l'approccio è sicuramente più diretto rispetto al blog.

Oggi, sono qui per indicarvi i nuovi libri della Newton, quelli a 0,99 centesimi, che stanno spopolando oramai dappertutto. 
Ammetto la mia smania per questi nuovi titoli, sono stupendi, uno più bello dell'altro e non vedo l'ora che arrivi il trenta! 

Ed eccoli qua i nostri futuri nuovi gioiellini! 



13. Uno, nessuno e centomila, di Luigi Pirandello;
14. I dolori del giovane Werther, di Johann Wolfang Goethe
15. Sherlock Holmes - Uno studio in rosso, di Artthur Conan Doyle
16. La lama del rasoio, Massimo Lugli
17. Aforismi, di Oscar Wilde
18. Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf
19. Il libro del Tao, di Lao-Tzu
20. Il profeta, di Kahlil Gibran
21. La metamorfosi, di Franz Kafka
22. Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, di Robert Louis Stevenson
23. Cuore di cane, di Michail A. Bulgakoc
24. La casa stregata, di Howard P. Lovecraft

Che cosa ve ne pare? Alcuni li ho già letti, ma sono talmente belli in libreria, che li prenderò (nuovamente) tutti quanti. Ora non ci resta che aspettare il trenta, ma sono sicura che questi nove giorni voleranno. 

A presto!

-Q-


P.S. Sembra che alla fiera del libro di Torino, siano già stati svelati i prossimi dodici titoli (anche se ancora non è stato detto quando usciranno), io li posto, poi per la conferma ci sentiamo più avanti.  


- Il principe, Niccolò Macchiavelli
- Picole bugie tra amiche, Daniela Farnese
- Sogni di sangue, Lorenza Ghinelli
- L'anticristo, Friedrich Nietzsche
- Storia di una capinera, Giovanni Verga
- La signora delle camelie, Alexandre Dumas
- I quattro pilastri della saggezza, Buddha
- Candido, Voltaire
- Cuore di tenebra, Joseph Conrad
- L'origine delle specie, Charles Darwin
- L'arte di ottenere ragione, Arthur Schopenhauer

lunedì 15 aprile 2013

Acquisti librosi


Buongiorno e buon lunedì a tutti! :)
Passato bene il week-end?
Sabato sono andata alla libreria Giunti della mia città ed ho comprato "Wildwood - Nelle profondità del bosco proibito", il secondo libro di una trilogia edita da Salani Editore. Il primo non mi ha molto entusiasmata, pochi colpi di scena per quel che mi riguarda, ma la storia è stata piacevole, quindi ho decido di leggere anche il seguito e per ora (ho letto solo pochi capitoli) non è male. Poiché, poi, ho preso anche un altro libro da regalare, mi hanno dato il "Gratta & Leggi" (guarda QUI) e, dopo tre anni che ci provo, finalmente ho vinto la gift carda da venti euro! *^* Me felice! Ora devo solo decidere che libro acquistare. 
Avete suggerimenti?
Ci sentiamo dopo per una nuova iniziativa.
Buon proseguimento.
Q.

mercoledì 10 aprile 2013

W... W... W... Wednesday #3


Oggi è mercoledì, quindi "W... W... W... Wednesday".
In cosa consiste?
E' molto semplice, dovete solo rispondere alle seguenti domande:

1) What are you currently reading? 
Cosa stai leggendo adesso?
2) What did you recently finish reading? 
Cosa hai appena finito di leggere?
3) What do you think you'll read next?
 Quale sarà il prossimo libro che leggerai?


Cosa stai leggendo ora?

 

Continua la mia lettura dei Newton Compton, con "L'arte di essere felici" di Seneca e della collana di "Una serie di sfortunati eventi", di Lemony Snicket. Anche quest'altro volume mi sta lasciando un po' sgomenta, troppa cattiveria verso quei bambini.


Cosa hai appena finito di leggere?




Ho letto "Serena" di Sergio Bambarén e "Chocolat" di Joannen Harris.  Quest'ultimo è il libro che mi è capitato tramite l'evento mensile di Guardare di quante pagine è un libro quando si inizia a leggerlo, quello che vi ho accennatto la scorsa settimana. Purtroppo, però, mi ha delusa, spero di riuscire a fare una recensione a breve così da sottolineare le mie perplessità. Ammetto di aver preferito di gran lunga il film.


Quale sarà il prossimo libro che leggerai?


"Le affinità elettive", di Wolfgang Goethe. Purtroppo ancora non ho avuto il piacere di leggerlo, quindi ne approfitto in questo momento di ispirazione.


Quali sono stati invece i vostri libri?
Alla prossima. 
Q.










lunedì 8 aprile 2013

"Quel libro tradisce mia figlia"

Siamo venute a conoscenza di un fatto che riguarda Alessandro D'Avenia, autore di "Cose che nessuno sa" e "Bianca come il latte, rossa come il sangue", ed è proprio di quest'ultimo libro che vogliamo parlare, perché sembra (da come si legge nel testo sotto), che l'autore abbia speculato su una disgrazia capitata ad una ragazza, deceduta a seguito di un tumore. Ma leggete tutta la storia, così potete farvi un'idea.
Premessa: né io (Q), né J, abbiamo letto il libro, quindi non sappiamo se ci sono realmente delle attinenze.



«Quel libro tradisce mia figlia»

Parla la mamma della ragazza, uccisa da un tumore, che ha ispirato D' Avenia Carattere Lei era una ragazzina solare. Senza preclusioni per nessuno. Piena d' amore. Non aveva paura di niente.

Per gli altri è un caso editoriale. Per lei il dolore di una storia personale «tradita». Sua figlia, Irene, è morta a 15 anni di tumore. Alessandro D' Avenia, ispirandosi alla sua vicenda, ha scritto Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori). «Senza consultare né me, né i compagni di classe di Irene che si erano confidati con lui nei giorni in cui temporaneamente era il loro insegnante al liceo Dante di Roma», spiega Francesca Bartolucci, la madre. Lei non vuole entrare in polemica con l' autore («Mi ha scritto "abbi pietà di me" e, nonostante lo avessi cercato più volte, non mi ha incontrata»). Ma vuole difendere «la memoria di Irene e la sua storia: anche le vite brevi possono avere un grande senso». Eccola. «Irene è arrivata che ero ancora al liceo. L' ho voluta tenere contro tutti. Contro suo padre. Contro il mio. Ed è stato bellissimo. Siamo cresciute insieme. Ho fatto la maturità con lei. All' università portavo i libri nella carrozzina. Ho dato l' esame della patente con lei. E insieme siamo venute via da Ferrara e arrivate a Roma, dove ho iniziato a lavorare con l' uomo che sarebbe diventato mio marito». Francesca sorride e allunga gli occhi. È uno sguardo innamorato. Non disperato. Spiazza. Lei intuisce e spiega perché: «Irene era strafelice della vita. Una ragazzina solare. Senza preclusioni per nessuno. Senza sospetti. Piena d' amore. Guardandola pensavo: ci sono bimbe con storie lineari piene di ansie. Lei non aveva paura di niente. Tantissime amiche. Felicissima di avere avuto un altro fratello. La sorellina era stata la gioia più grande. Poi il piccolino». «Era anche molto carina. Con quei capelli rossi, lunghi. Il sorriso che l' accendeva. Avevo mantenuto il rapporto madre-figlia. Ma eravamo anche amiche. Ascoltavamo la stessa musica. E alle compagne con un problema diceva: dillo a mia madre, lei ti capisce». L' ha capita, Francesca. Quella figlia «che apriva a tutti le porte, anche quella del dolore». «All'inizio lei pensava fosse un' influenza. Ma il mal di testa non passava. Con la risonanza magnetica la diagnosi: un tumore al cervello e quattro mesi di vita. Me l' hanno detto lì. Di colpo. È come avere una palla di cristallo che ti si rompe tra le mani. Senti che la tua vita, non è più tua. Irene era fuori. Per proteggerla le ho detto: "Non è nulla"». Ma Irene no. Non l' ha tenuto per sé. Da subito, l' ha vissuto alla sua maniera. Francesca si illumina d' orgoglio: «Una forza d' animo eccezionale. Dopo la prima operazione, 10 giorni dopo la diagnosi, ha capito. Era in parte paralizzata. Ma ha creato un circuito con tutti gli amici. Non l' hanno lasciata mai sola. In rianimazione le facevano le guardie. Nell'hospice di Antea, gli ultimi giorni, le andavano a suonare "Piccola stella senza cielo" di Ligabue. Ancora fanno da baby-sitter ai suoi fratellini. Irene parlava con loro. Piangeva anche. (Con me non l' ha mai fatto). Condividevano tutto. E dopo l' intervento ha ripreso a camminare. A scrivere. È tornata a scuola e il preside le ha fatto ridipingere l' aula tutta colorata. Lei nello studio non era un granché, ma amava l' arte, i quadri, il teatro. Per questo poi la scuola, insieme al Festival di Ravello, le ha intitolato un premio teatrale. Era curiosa. Creativa. Piena di vita». Torna a sorridere, Francesca. Non pronuncia mai la parola morte. Né la parole fine. Ma vita sì. «Me lo ha insegnato lei. Irene sapeva dare senso alla vita. È come se hai una telecamera fissa su un albero. Poi allarghi il campo e scopri tutta la vita del bosco che c' è attorno. Lei era così. Dava importanza a tutto. E facevamo di tutto». Di tutto? «Ma sì. Anche cose pazze. Persino affittare una macchina blu con l' autista per portarla in via Condotti per negozi, quando aveva detto: "Li rivedrò mai?". O portarla a mangiare pasta alle vongole in riva al mare. O mandare a quel paese a squarciagola l' autobus che la portava a scuola». Ma era un senso profondo quello che Irene aveva dato agli ultimi, pazzi, giorni. È questo il punto più delicato per Francesca. Quello più «mistificato» dal romanzo: «Non era un quadretto alla Tre metri sopra il cielo. Le domande importanti questi ragazzi le facevano. Irene, alle amiche, chiedeva: "Perché è capitato a me?". E da me venivano per chiedere: "Ma Dio esiste davvero?". Insieme abbiamo trovato le risposte. Abbiamo anche tanto pregato insieme. Ma la visione semplicistica del libro è distorta. Per tutti è stato un percorso di crescita. Non un insieme di paradigmi morali e frasi fatte». E mentre si affanna per spiegarlo, per la prima volta, gli occhi di Francesca si riempiono di lacrime. RIPRODUZIONE RISERVATA L' autore Alessandro D'Avenia, 32 anni, insegna lettere in un liceo di Milano. È anche sceneggiatore. Il suo romanzo d' esordio Bianca come il latte, rossa come il sangue è uscito a fine gennaio da Mondadori * * *
Piccolillo Virginia
Pagina 39
(10 febbraio 2010) - Corriere della Sera

Incolliamo anche un testo sempre pervenuto in rete:
"Questo è ciò che ci ha confidato un'amica in un gruppo privato con la promessa di spargere la voce. Io lo sto facendo e continuerò a farlo. Lei si chiama Alessandra Rivalta e la sua migliore amica (la ragazza che D'Avenia ha fatto diventare Beatrice) si chiamava, anzi si chiama, perché non voglio parlare al passato, Irene Ravera. Il liceo in cui D'Avenia ha fatto supplenza è il Dante Alighieri di Roma."
"Nel 2004 una ragazza si ammalo' di tumore al cervello. Questa ragazza si chiamava Nene, era la mia migliore amica. La persona che amavo di piu' al mondo. E' morta in 6 mesi, consumata dal suo male. Per sei mesi ho messo in pausa la mia vita per farle da infermiera, stare con lei in tutti i momenti. Io e i suoi amici piu' cari formammo un gruppo di sostegno e, dietro richiesta dei genitori, tenemmo il segreto sulla malattia: aveva sei metastasi al cervello, prognosi di 4 massimo 6 mesi di vita. Andavamo da lei tutti i giorni, le cantavamo con la chitarra, ;e leggevamo i nostri libri preferiti, facevamo programmi per il futuro che sapevamo non si sarebbero mai avverati. In pratica, cercammo di darle i sei mesi piu' belli che potesse avere. Quando e' morta, ovviamente abbiamo dovuto avere anche noi sostegno, eravamo distrutti, chi piu' chi meno. Io ero finita. Io sono Silvia. Nene e' Beatrice. Infatti, pochi mesi dopo la sua morte, nella sua classe di liceo ando' a fare supplenza come professore di filosofia D'Avenia. Spacciandosi per amico dei ragazzi, confessore, cercando di "aiutarli a dare un senso alla loro sofferenza" ascolto' i racconti di tutti noi. Si fece raccontare tutto, nei dettagli. Alcuni anni dopo usci' il libro, e ti assicuro che ci siamo sentiti tutti traditi! Non ha chiesto permesso a nessuno, non ha messo ringraziamenti o note, non ha detto che la sua storia era tratta da una storia vera. La storia che e' parte della mia vita. Che mi ha distrutto e ricostruito e reso quello che sono, Ha preso la sofferenza di un gruppo di ragazzi di 15 anni e ne ha fatto soldi. Non solo, ma lo ha fatto rendendo il libro banale e stereotipico, senza dare alla vicenda la profondita' e il dolore immenso che abbiamo provato. Confrontato, quest'uomo ha detto che non e' vero che ha preso spunto da noi, ma noi sappiamo la verita'. Odio quest'uomo quanto si puo' odiare qualcuno, e se NESSUNO leggesse piu' il suo libro sarei solamente contenta."

Ovviamente noi non sappiamo la verità, quindi non stiamo facendo accuse, quello che ci preme è sapere se questo fatto sia reale o meno. L'unica cosa che ci lascia un po' turbate è questa frase che sta nei ringraziamenti del suddetto libro: "Qualcuno ha detto che i cattivi scrittori copiano, quelli buoni invece rubano. Non so a quale categoria mi assegnerà il lettore, ma certo è che entrambe saltano fuori dal debito verso la vita"... Una precisazione, forse, un po' strana.

Alla prossima.
J., G., Q.

mercoledì 3 aprile 2013

W... W... W... Wednesday #2




Oggi è mercoledì, quindi "W... W... W... Wednesday".
In cosa consiste?
E' molto semplice, dovete solo rispondere alle seguenti domande:

1) What are you currently reading? 
Cosa stai leggendo adesso?
2) What did you recently finish reading? 
Cosa hai appena finito di leggere?
3) What do you think you'll read next?
 Quale sarà il prossimo libro che leggerai?


Cosa stai leggendo ora?
Per ora niente, ma semplicemente perché ho finito quattro libri tra stanotte ed oggi pomeriggio.

Cosa hai appena finito di leggere?


 
  
 
Questa settimana ho iniziato a leggere i libri di Bambarén; l'unico che avevo letto è stato Stella qualche anno fa, per questo oggi l'ho ripreso in mano, per vedere se mi faceva lo stesso effetto (ma ammetto che è stato più negativo). 
Oltre a questi, ho voluto iniziare la saga di "Una serie di sfortunati eventi", ma già solo il primo mi ha fatto venire un po' il magone. Ho letto "Il viaggio delle fontanelle" un piccolo libro ambientato a Roma (carino, credo che sia il prologo di un altro che sta per uscire). Ho poi concluso "Picnic ad Hangin Rock", che ho trovato divino (QUI LA RECENSIONE) e, in seguito ad un consiglio di una mia amica, ho letto "L'uomo che piantava gli alberi", lettura leggera ma intensa, di quelle che fanno apprezzare le piccole cose.

Quale sarà il prossimo libro che leggerai?
Lo saprò solo allo scoccare della mezzanotte, in quanto sto partecipando ad un evento della pagina facebook Guardare di quante pagine è un libro quando si inizia a leggerlo dove, una volta al mese, in seguito a dei commenti inseriti in precedenza, il lettore può modificarlo ed inserire il libro che consiglia. Chi si trova sotto o sopra il suddetto commento, può scegliere se leggere quel libro o quello all'altro estremo. Sembra complicato, ma è più facile a dirsi che a farsi. 

Vi aggiornerò su cosa mi è capitato. 
Buonanotte e alla prossima.
Q.






martedì 2 aprile 2013

Moonlight Shadow (Banana Yoshimoto)



Titolo: Moolight Shadow
Autore: Banana Yoshimoto
Prezzo: € 0,99 E-book
Pagine: 34
Editore: Feltrinelli


TRAMA

C'è un giorno, un giorno soltanto, in cui in condizioni particolari è possibile rivedere i propri cari defunti. Dicono che qualcuno è pure in grado di sentirli e parlar loro. Che sia possibile per Satsuki, che non riesce in alcun modo a scordare il ragazzo perduto, e Hiiragi, che per ricordare Yumiko ne indossa tutti i giorni la divisa alla marinara? La misteriosa Urara, che intuisce i numeri di telefono delle persone al primo sguardo, ne sembra convinta. 
Tratto da “Kitchen”, pubblicato da Feltrinelli.



LA MIA RECENSIONE

Questo è uno dei primi libri che ho letto della Yoshimoto, un'autrice (a mio parere) grandiosa. Credo che poche riescano a toccare le corde del cuore come riesce a fare lei.
Il libro in questione, "Moolight Shadow", è molto piccolo ma in compenso è grande nei contenuti. Io l’ho acquistato singolo in e-book, ma volendo lo potete trovare in “Kitchen”,  libro in tre romanzi composto, ovviamente, dalla stessa autrice.
In “Moonlight Shadow” è narrata la storia di una coppia di fidanzati che, per cause maggiori e irrimediabili, viene divisa. Il motivo di questa separazione è la morte di lui, Hitoshi, che perde la vita in un incidente stradale.
Quasi tutti possiamo immaginare cosa significa perdere una persona che sia ama; quasi tutti possiamo asserire che davanti queste cose ci sentiamo talmente impotenti che non riusciamo, inizialmente, ad andare avanti con la nostra vita.
La giovane protagonista, Satsuky, inizia così a correre, ogni dì,  per cercare di appianare il suo dolore, finché un giorno farà un incontro che l’aiuterà ad andare avanti, un incontro che in qualche modo le cambierà la vita.
Questo libro è molto toccante, fa sperare veramente, che in qualche luogo ed in qualche tempo, si possano incontrare le persone amate, quelle a cui non si è riusciti a dire neanche l'ultimo ciao.
Lettura consigliata a chi crede che le anime non ci lasciano mai.

Vi lascio con questa citazione dal libro:

"Grazie di avermi salutato agitando la mano.
Grazie di avermi salutato agitando la mano molte, molte volte."

Alla prossima.
Q.


VOTO